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Anche i “cattivi” devono avere libertà di parola

Anche i “cattivi” devono avere libertà di parola

Cultura  | Pubblicato il 17 settembre 2017 |

Un recente caso di polemica politica indigna per la sua follia anacronistica e partigiana. Una giovane bimba è stata violentata e trucidata alla fine della Guerra da tre delinquenti e partigiani. Il paese natìo vorrebbe dedicare alla vittima innocente un ricordo, l'associazione dei partigiani si oppone. Della posizione dell'Anpi penso tutto il male possibile, condivido in pieno le critiche che sono state mosse su queste colonne. Nonostante ciò quel gruppuscolo di ex combattenti (così dicono) ha tutto il diritto di dire ciò che dice e di rivendicarne la pubblicazione. Ho preso questo esempio che ci fornisce l'attualità e che è talmente lontano oltre che dal buon senso anche dal mio, di senso, per sottolineare come in un paese liberale (non necessariamente democratico, ma sottolineo liberale) la libertà di espressione sia fondamentale e da tutelare, soprattutto quando essa non coincide con l'opinione dei più o di chi governa.

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